Spectacles, occhiali social direttamente da Snapchat

Spectacles, occhiali social direttamente da Snapchat

Social, wearable e moda, la trinità perfetta per conquistare il mercato?

Il passo era breve e prima o poi qualcuno lo avrebbe affrontato con la forza necessaria a richiamare l’attenzione che serve. Snapchat dopo aver conquistato mezzo miliardo di persone con la sua app adesso monetizza attraverso il wearable perfetto per la sua applicazione.

E’ proprio di questi giorni il lancio degli Spectacles, l’ultima rivoluzione social ad invadere il mercato. Adesso i social entrano nella nostra vita reale ancora più di prima, con un mezzo di comunicazione efficace, moderno, veloce e modaiolo. Gli occhiali Spectacles si presentano subito come un gadget creato per piacere, dal packaging ai colori, dal modello agli accessori, tutto in Spectacles urla “comprami”, tutto urla “sono stato creato per essere cool” (ben più di quanto non sia, aggiungiamo noi…)

Ma partiamo dal principio, 3 colori, Nero, Corallo e Turchese, 149,99 euro un paio di giorni di attesa e passa la paura, se siete un utente Android l’accoppiamento occhiale app vi farà penare un pò (almeno questo è quello che è successo con il nostro Pixel), come utenti iOS invece tutto scorre e, in pochi secondi, sarete pronti a registrare con un semplice click la vostra vita e quella di chi vi circonda.

Quello che vi arriverà è una confezione cartonata assolutamente anonima che, una volta aperta, vi farà scoprire un packaging frizzante e moderno, un tubo di plastica trasparente all’interno del quale troneggia una custodia giallo accesa di una solidità quasi sorprendente. Due le funzioni della custodia, oltre alla classica di protezione dell’occhiale è deputata al sostentamento delle batterie (accessorio realmente sempre più presente nelle nostre vite). All’interno della custodia occhiale e piccola confezione per documentazione, pannetto pulisci lenti e immancabile cavo usb-presa proprietaria… già proprietaria, niente usb typeC o simili, scelta da una parte da condannare e dall’altra da premiare (la presa proprietaria sulla custodia è magnetica).

Dopo il paring l’uso dell’occhiale è pressoché immediato, indossi ti godi l’accessorio di moda che non passa di certo inosservato e quando desideri in un click la vita va online. Basta veramente un tocco per iniziare a registrare, tutto a colpi di 10 secondi. un tocco e inizia, un altro tocco e i secondi di registrazione da 10 passano a 20, un tocco più lungo e si stoppa la registrazione.

Pochi istanti dopo la fine della registrazione e l’occhiale trasferisce il video alla app, pronto alla pubblicazione e, se non abbiamo il telefono, l’occhiale registra, memorizza e trasferisce solo quando il telefono sarà a portata di bluetooth…

Fin qui nulla di strano, una camera come tante altre, con la sola differenza che è piazzata su un occhiale anziché su un caschetto, su un bavero o dentro la vostra mitica penna spy anni ’80. Ma è quando il video arriva sul telefono che arriva la sorpresa, il video girato è circolare, se tenete il vostro cellulare orizzontale vedrete il campo orizzontale, ma se girate il telefono il video non girerà, sarà l’inquadratura a farlo.

Ed è nel momento in cui vedrete per la prima volta girare l’inquadratura che capirete quanto i cerchi e i punti sono protagonisti negli Spectacles. Le telecamere sono tonde, sulla custodia gialla ci sono una miriade di puntini tondi, le lenti sono tonde, la grafica dei video all’interno della app di Snapchat sono tonde, tutto è tondo, come il mondo che gli occhiali si apprestano a cambiare…

Come dichiarato da Evan Spiegel, l’obiettivo di Snapchat è quello di liberare l’utente dal “muro che è uno smartphone tenuto di fronte al viso” e ce la fa egregiamente.

Seppur nato come servizio di messaggistica Snapchat si è trasformato in una media company e proprio come su Facebook si può oltre a chattare, esplorare contenuti multimediali, vedere le “storie” dei propri amici e grazie a Spetactles ci porterà ad indossare un social nella vita reale.

E’ sempre più evidente il tentativo da parte dei grandi marchi di abbassare qualsiasi barriera sia fisica sia psicologica che possa in qualche modo “bloccare “ l’utente nei confronti delle app.

Saranno Spetactles il Caronte che ci traghetterà ad immergerci nella realtà aumentata, potenziando la nostra percezione dello spazio per renderci sempre più protagonisti?

Articolo a cura di di Veronica Berselli

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